“Filastorta d’amore”: una serata insieme alla scrittrice e blogger Enrica Tesio

Enrica Tesio presenta “Filastorta d’amore”

Serata all’insegna del sottile umorismo quella di ieri sera al bar di Villa Mirabello nei Giardini Estensi di Varese. La torinese Enrica Tesio ha infatti presentato il suo ultimo libro Filastorta d’amore. Rime fragili per donne resistentiall’interno della rassegna Giardini letterari, festival organizzato da Coopuf Iniziative Culturali insieme alla Biblioteca civica di Varese che si avvale della direzione di Cristina Bellon, una delle firme de La Stampa.

La scrittrice è molto conosciuta per il suo blog Tiasmoin cui con intelligenza riesce a ironizzare sui piccoli eventi negativi dell’esistenza. Ha iniziato a scriverlo come consolazione nel momento in cui è stata lasciata dal padre dei suoi figli quando la figlia aveva solo cinque mesi e il figlio due anni.

Il libro Filastorta d’amore è stato pubblicato a maggio di quest’anno e – come lei stessa ha raccontato – all’inizio le era stato chiesto di aggiungere anche delle illustrazioni, poi eliminate, perché rischiava di sembrare un libro per bambini. Anche sul titolo c’era una certa incertezza: l’editor le aveva proposto il titolo Filastrocche per adulti, ma alla fine ha preferito optare per quello attuale. Enrica Tesio parte da un assunto che è poi anche quello del suo blog: Benedetto Croce sosteneva che tutti scrivono poesie fino ai diciotto anni poi continuano i «cretini» e i poeti, ma – come ridendo dice al pubblico presente – essendo lei nella fase della «quarantolescenza» (“l’adolescenza dei quarant’anni”) ha proseguito con la scrittura.

 

Enrica Tesio firma le copie del suo libro.

Il libro parte da una parola che accomuna tre categorie: i bambini, gli uomini e le donne; si tratta del vocabolo «niente». I bambini quando tornano da scuola o da qualche attività e i genitori chiedono loro che cosa hanno fatto rispondono infatti sempre: «Niente…». È però nel loro caso un’espressione dalla valenza positiva che indica una giornata intensa. C’è poi invece la risposta maschile alla domanda di fidanzate e mogli: «A che cosa stai pensando?» che è puntualmente: «A niente». Questa, ironizza la scrittrice, è di solito la punta dell’iceberg che scatena un effetto domino per cui la fidanzata o moglie finisce per scaricare la sua ira sul povero malcapitato. E poi infine il «niente femminile», in replica all’uomo che chiede: «Amore che hai?». È qui di solito – continua con una punta di umorismo la Tesio – che l’uomo capisce che forse è meglio allontanarsi.

A vivacizzare la già brillante serata, come intermezzo della chiacchierata con il pubblico, la scrittrice ha letto anche alcune poesie tratte dal suo canzoniere tra cui una dedicata alla figlia Marta e Rime tempestose (chiaro omaggio al libro di Emily Brontë) che tratta la parabola amorosa dagli inizi. Ha confessato poi al suo pubblico che nelle sue crisi amorose per lei sono fondamentali le amiche che intervengono con consigli e sostegno. Tra le frasi topiche che le dicono quando incontra qualcuno che non si rivela esattamente il “principe azzurro”, una delle più divertenti è sicuramente: «Sei troppo intelligente, lo spaventi…». E proprio all’amicizia femminile è dedicata l’ode Amiche mie belle.

 

La serata si è poi conclusa con un intervento di Cristina Bellon, direttrice del festival, che ha definito il libro «una traccia che lascia il segno»; agli spettatori è stata poi offerta la possibilità di un autografo e di una dedica dalla scrittrice sulle copie del libro.

Francesca Rossetti

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