Addio a Mario Lavagetto, critico letterario e accademico italiano

Si è spento Mario Lavagetto, critico letterario e accademico tra i più importanti del panorama italiano, studioso delle teorie freudiane applicate all’arte e alla letteratura. È scomparso nella notte tra sabato e domenica, all’età di 81 anni, al termine di una lunga malattia, Mario Lavagetto. Numerosi i riconoscimenti per la sua opera, dal Premio Natalino Sapegno a quello intitolato a Cesare Musatti.

Allievo di Giacomo Debenedetti, uno dei maggiori critici del Novecento, Mario Lavagetto si laureò nel 1963 e nella sua tesi dedicata a Dino Campana, poeta ignorato all’epoca, si cimentò con i segnali della psiche che si manifestano nelle liriche del poeta toscano.

Lavagetto fece ricerca e scrisse saggi durante tutta la sua vita, offrendo punti di vista e teorie. Fondamentali sono i suoi studi su Svevo, Proust, Saba, oltre a Stendhal e Balzac. Tra le sue pubblicazioni principali ‘Freud, la letteratura e altro’ (Einaudi, 1985, poi una nuova edizione rivista nel 2001), mentre nel 2001 ha riunito i suoi scritti, editi e inediti, sull’opera di Italo Calvino nel volume ‘Dovuto a Calvino’ (Bollati Boringhieri). Da critico letterario qual era, scrive vari testi fondamentali tra cui ‘Eutanasia della critica’, nel 2005.
Il suo ultimo libro, ‘Oltre le usate leggi’, un commento al Decamerone di Boccaccio, era uscito nel 2019 per Einaudi.
“E’ un lutto che appartiene a tutto il mondo della cultura – hanno detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori- perdiamo una mente brillante, uno studioso tra i più raffinati e sottili, che ha saputo interpretare con uno sguardo nuovo testi importanti della letteratura italiana e internazionale”
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