Appello: salviamo il Museo Epper

Il Museo Epper ad Ascona

Il Museo Epper ad Ascona.

Lo conoscerete certamente. È quella piccola casa affiancata al Hotel Eden Roc, con un piccolo portoncino d’ingresso con su scritto Museo Epper. Tutto piccolo rispetto alla grandiosità dell’Eden Roc con il suo maestoso portale a colonne, che tanto ricorda quello del Pantheon di Roma (ma sepolcro di grandi spiriti … ).
Troppo modesta per poter opporre allo sfarzo dell’ hotel tutta la ricchezza che racchiude in sè. Ricchezza intellettuale, però, non tangibile. E perciò la proprietà dell’Eden Roc riprova per la seconda volta a fagocitarlo con la forza ed il bagliore della propria palpabile ricchezza.

Sarebbe triste se vi riuscisse! Il Museo non è servito solo a conservare le opere degli Epper, ma è stato aperto per un concerto ad uno dei “nostri musicisti” se questi ha avuto bisogno di uno spazio, o ad uno dei “nostri artisti” se questi ha avuto bisogno di una sala, o ad un Asconese per un evento importante.

In altre parole è ed è stato aperto al pubblico. Proprio come ha voluto Mischa Epper, donandolo alla Fondazione Ignaz e Mischa Epper da lei costituita nel 1978.

Anche il giardino del Museo è sempre stato aperto al pubblico. Quanta piacevole serenità si è provato, dopo un evento, ad intrattenersi con amici e familiarizzare con conoscenti in quel piccolo romantico giardino, tanto elegante con le sue palme, il roseto, la pergola, le tante tartarughe e le sculture di volti, posti lì, su piedistalli, ad attenta custodia delle ceneri di Ignaz e Mischa Epper.
Molti, certamente, non sanno che Ignaz Epper, artista svizzero, animo fortemente tormentato (come si vede dal suo tratto d’ incisore), si dette fuoco nel proprio giardino, trovandovi la morte. L’amorevole moglie Mischa, anche artista, scultrice, lo fece deporre lì nel suo giardino. E dispose che anch’essa venisse sepolta lì, accanto al marito. E lì in quel giardino ancora riposano.

Forse, proprio per stare sempre vicino alle loro opere più care, Mischa costituì la “Fondazione Ignaz e Mischa Epper” assegnandole lo scopo preciso di “Custodire, curare e rendere accessibile al pubblico, senza fine utilitario, l’opera artistica di Ignaz Epper e di Mischa Epper nella Casa Epper”. Insomma, questo Museo, con il piccolo portale senza colonne, è un luogo sacro per l’arte e per la cultura.
Ignaz Epper è uno dei massimi maestri svizzeri dell’espressionismo. Ci risulta che le sue xilografie sono tuttora oggetto di studio e di analisi da parte di studenti di psicologia non solo svizzeri, ma provenienti da più parti.

Nell’atelier del Museo per più anni, i bambini delle elementari di Ascona e d’altrove hanno conosciuto l’arte delle marionette dei burattini creati da Mischa e custoditi con prezioso amore per esser pronti a rivivere sulle scene del piccolo palco nascosto in un angolo.

Adesso c’è tanta tristezza all’idea che il Museo possa essere adibito a luogo di sollazzo per pochi e facoltosi. Molti parlano di dissacrazione…sopratutto perché la Fondazione Ignaz e Mischa Epper, come tutte le Fondazioni, non paga imposte sul patrimonio. Essendo quindi un bene della comunità è ompito del Comune preservarlo: tanto è vero che nell’organizzazione del Comune c’è un Dicastero Fondazioni.
A detta di molti, a giustificare questa profanazione sarebbe proprio l’Ufficio Cantonale di Vigilanza sulle Fondazioni e LPP che ne avrebbe dato il nulla osta nonostante il suo compito di “Provvedere affinché i beni siano impiegati conformemente al fine della fondazione” (art. 84C del Codice Civile).

Il condizionale è d’obbligo perché l’Ufficio, interpellato per iscritto, ha comunicato telefonicamente di non aver presa alcuna decisione in merito. Comunicazione solo telefonica per il momento, si resta ancora in attesa della conferma scritta.

L’appello rivolto alla comunità chiede: Asconesi e amanti di Ascona, diretti interessati, unitevi a noi sottoscrivendo l’appello per SAVARE IL MUSEO EPPER! Non è una petizione! Non è una sottoscrizione legiferata e non sollecita nessuna votazione popolare! È solo un’ esortazione! Ma l’unione fa la forza! Noi pensiamo di consegnare l’appello a metà giugno, a meno che non sia già stata presa una decisione. Vi saremmo grati se poteste farci arrivare anche la vostra sottoscrizione entro il 25.06.p.v.

 

n/a