I finalisti del Premio Alessandro Leogrande per il giornalismo narrativo d’inchiesta

Il Premio Alessandro Leogrande 2020– dedicato all’intellettuale, scrittore e giornalista tarantino scomparso a Roma nel 2017 – quest’anno interessa esclusivamente il giornalismo narrativo d’inchiesta. Anna Maria Montinaro, presidente dell’Associazione Presìdi del Libro (che promuove il Premio in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato all’Industria Turistica e Culturale) ha dichiarato: «Abbiamo scelto di caratterizzare il Premio dedicandolo al giornalismo letterario d’inchiesta in omaggio ad Alessandro Leogrande e alla sua opera. Il genere consente di conoscere e approfondire temi di grande attualità attraverso il linguaggio letterario più vicino alla nostra sensibilità. Per i Presìdi del libro è l’occasione non solo di promuovere la lettura, come di consueto, ma di offrire spunti di riflessione sull’impegno civile, interrogandosi sul ruolo dell’intellettuale e sulla presa di consapevolezza dei singoli in anni particolarmente difficili».

La giuria tecnica composta dai finalisti della scorsa edizione, ha selezionato i cinque titoli e i sette autori (due dei libri sono infatti scritti a quattro mani).

• Annalisa Camilli, La legge del mare (Rizzoli), candidato da Vanessa Roghi;

• Fabio Ciconte – Stefano Liberti, Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo (Laterza), candidato da Pietro Del Soldà;

• Francesca Mannocchi, Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi), candidato da Lorenzo Tondo;

• Dania Mondini – Claudio Loiodice, L’affare Modigliani (Chiarelettere), candidato da Marco Grasso e Marcello Zinola;

• Sergio Ramazzotti, Su questa pietra. Storia di un uomo che andava a morire (Mondadori), candidato da Giada Ceri.

La serata finale si svolgerà al Teatro Fusco di Taranto il 29 marzo 2020, alla presenza degli autori in concorso e della giuria di esperti. Il Premio vuole tenere viva la memoria di Alessandro Leogrande (Taranto 1977 – Roma 2017). Alla sua Taranto aveva dedicato i primi anni di militanza e impegno politico e intellettuale. Una matrice che lo ha accompagnato nei suoi anni di lavoro attraverso inchieste sulla criminalità organizzata, sul caporalato in Puglia, sull’acciaieria Ilva.Tra i suoi libri, Uomini e caporali, dedicato al primo processo contro la schiavitù dei lavoratori nei campi pugliesi, e Il Naufragio, sulla tragedia dell’immigrazione albanese davanti alla costa pugliese a bordo della Kater i Rades.

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