Nell’anno del Covid, la popolazione della Svizzera cresce

Secondo le cifre provvisorie della statistica della popolazione e delle economie domestiche riferita al 2020, realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST), la popolazione residente permanente della Svizzera è aumentata dello 0,7% rispetto al 2019, fino a raggiungere gli 8,7 milioni di abitanti alla fine del 2020.

Più decessi e meno nascite

Nel 2020 sono decedute 76 000 persone, ovvero 8200 in più rispetto all’anno precedente (+12,1%). Questo aumento marcato è legato alla pandemia di COVID-19. Rispetto al 2019, i decessi sono aumentati più tra gli uomini (+14,6%) che tra le donne (+9,9%). Tra le persone di 65 anni o più il numero di decessi è cresciuto del 12,7%, passando da 59 400 casi nel 2019 a 66 900 nel 2020. L’eventuale impatto della crisi sanitaria sulle nascite potrà essere appurato soltanto a partire dalla fine del 2020 o dai primi mesi del 2021. La Svizzera ha registrato un leggero decremento delle nascite, passate da 86 200 nel 2019 a 85 500 nel 2020 (–0,8%). Essenzialmente a causa dell’aumento del numero di decessi, nel 2020 l’incremento naturale (differenza tra il numero di nascite e di decessi) ammonta a 9500 persone, contro le 18 400 del 2019 (–48%). Si tratta del livello più basso dal 2004. I Cantoni Ticino, Berna, Basilea Campagna, Neuchâtel, Grigioni, Giura, Basilea Città, Sciaffusa e Glarona presentano un incremento naturale negativo: i decessi sono stati più numerosi delle nascite.

Speranza di vita in calo

Tra il 2019 e il 2020, la speranza di vita alla nascita è scesa da 81,9 a 81,1 anni per gli uomini (–0,8 anni) e da 85,6 a 85,2 anni per le donne (–0,4 anni). Questi decrementi sono dovuti in gran parte all’aumento dei tassi di mortalità per le persone in età molto avanzata. La speranza di vita a 65 anni è quindi diminuita di 0,7 anni per gli uomini, passando da 20,0 a 19,3 anni, e di 0,5 anni per le donne, passando da 22,7 a 22,2 anni.  I cali più netti in termini di speranza di vita alla nascita si osservano nei Cantoni di Obvaldo, Ticino e Ginevra per gli uomini (risp. –2,5, –2,3 e –2,2 anni) e nei Cantoni del Giura, di Ginevra e Svitto per le donne (risp. –1,8, –1,5 e –1,4 anni).

In calo sia i matrimoni che i divorzi

Le unioni celebrate sono state 34 900, ovvero il 10,4% in meno rispetto al 2019. Il numero di matrimoni è diminuito rispetto all’anno precedente a prescindere dal tipo di matrimonio: tra due persone di nazionalità svizzera (17 800; –5,2%), tra due persone di nazionalità straniera (5200; –15,6%) e nelle coppie miste (11 900; –15,0%). L’età media al primo matrimonio si attesta provvisoriamente a 32,3 anni per gli uomini e a 30,2 anni per le donne. Rispetto al 2019 registrano un calo dei matrimoni quasi tutti i Cantoni, a eccezione di Nidvaldo (+1,6%) e Grigioni (+2,0%). Nel 2020 sono stati pronunciati 16 100 divorzi, che corrispondono a una diminuzione del 4,7% rispetto all’anno precedente. Se il comportamento della popolazione osservato nel 2020 dovesse confermarsi in futuro, secondo una stima provvisoria due matrimoni su cinque (39,2%) potrebbero concludersi con un divorzio. Il numero di divorzi non ha segnato un calo in tutti i Cantoni: in quelli di Svitto, Soletta, Uri, Berna, Giura, Lucerna, Glarona, Basilea Campagna, Obvaldo e Appenzello Interno si osserva un aumento rispetto al 2019.

Emigrazioni in forte calo

All’evoluzione demografica di un Paese contribuiscono anche i flussi migratori internazionali. Nel 2020, contando sia le immigrazioni degli Svizzeri (25 600) che quelle degli stranieri (137 400), complessivamente ne sono state registrate 163 000, a fronte di 106 500 emigrazioni (Svizzeri: 25 800; stranieri: 80 700). Il saldo migratorio continua a essere positivo (+56 500), ma il numero di immigrazioni e di emigrazioni è diminuito rispettivamente del 3,9 e del 15,6% rispetto al 2019. Il 2020 è stato caratterizzato da un numero maggiore di cittadini svizzeri immigrati nel nostro Paese (+6,7%) e da un numero minore di quelli che l’hanno lasciato (–17,7%). Tra le persone di nazionalità straniera sono diminuite sia le immigrazioni che le emigrazioni (risp. –5,6 e –14,9%).

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