Pensieri e parole al tempo della pandemia: Flavio Stroppini al Teatro Sociale di Bellinzona

Flavio Stroppini è in cerca di parole, proprio lui che con le parole ci vive e di parole si nutre. Le cerca tra la gente, accostandole al periodo della pandemia e della quarantena, chiamando a raccolta quelle precise emozioni che si collegano alle parole che le definiscono, che ci hanno dominato e hanno preso il sopravvento durante la diffusione del virus e che “condraddistinguono il periodo che stiamo vivendo post-lockdown”. La parola (per ognuno, singolarmente) sarà l’espressione che descriverà uno stato d’animo, in cui si annida il vissuto di ognuno e che contribuirà nel dare voce all’esperienza della pandemia, in una sorta di elaborazione terapeutica, dando un nome a ciò che abbiamo provato e proviamo. Si potrà partecipare al progetto che si amplierà e prenderà forma teatrale durante la performance di Flavio Stroppini con Flavio Stroppini, prodotto da NucleoMeccanico.com, in coproduzione con il Teatro Sociale di Bellinzona.
Flavio Stroppini accumula parole per descrivere il momento che stiamo vivendo anche per cercare un linguaggio e un vocabolario comune.
Il 14 gennaio Flavio Stroppini sarà in un teatro vuoto, collegato con il mondo. Per ore (e ore) leggerà il nuovo significato delle parole che gli sono state suggerite. Sarà una lingua nuova, costruita assieme. Si potrà partire da lì, per condividere un po’ il “nuovo mondo”.
Nella presentazione della performance si specifica come sarà il progetto: “in questi ultimi mesi ci siamo scoperti più fragili di quello che pensavamo. Ci siamo adeguati, senza diventare migliori, come fanno gli animali. Nella solitudine delle nostre case abbiamo condiviso la quarantena con mezza umanità. Il mondo che non conosceva incertezze non c’è più. Per un po’ è stato chiaro a tutti che non siamo i padroni di tutto quanto. Ma oggi? Dopo quasi un anno, dove stiamo andando?
Prima che le risposte tornino a essere slogan forse c’è qualcosa che possiamo fare. Forse dovremmo fermarci per un momento e pensare alle cose che sono cambiate. La quotidianità, il rapporto con lo spazio e il tempo e le parole. Ci siamo ritrovati a dare di nuovo un significato a parole che avevamo accatastato tra quelle certe. E se ognuno di noi trovasse, in quello che stiamo vivendo, una parola che gli renda comprensibile il cambiamento di questi mesi? Potremmo costruire un linguaggio comune, per non perderci di nuovo mentre camminiamo assieme attraverso la nuova geografia che il nostro tempo ci ha messo davanti.
L’intento è quello di raccogliere le parole di una comunità, navigandola, interrogandola, contattandola. Ricostruire la storia delle parole e come queste abbiano cambiato pelle di questi tempi. Si dice che per riuscire a iniziare a comunicare abbiamo bisogno di un vocabolario di almeno 250 parole. Stroppini le cercherà e un giorno di gennaio, quasi un anno dopo, in solitudine, sul palco di un teatro vuoto, le leggerà. Collegato al mondo attraverso il web, 1 minuto e un po’ a parola, faticando, per più di 5 ore, cercando di fare qualcosa per tornare a parlare, assieme, la stessa lingua”.
Chi volesse partecipare al progetto ed assistere alla performance di Flavio Stroppini, che si terrà il 14 gennaio 2021, può consultare il sito  oppure può andare sulla pagina Facebook

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